Pagina dopo pagina

Leggevo, tutti i giorni. Di sera. A letto. Quando è morto papà ho messo da parte la lunga lista dei libri già  scelti.  Assorbita dal dolore, passata in modo improvviso chissà dove preferivo stare con mamma, di pomeriggio, tra il divano e la mia sedia. Insieme, davanti alla tv, si sceglieva qualcosa da guardare che potesse piacere a entrambe e stare così, noi due. Poco alla volta io diedi di nuovo spazio alle mie letture mentre mamma cominciava a muoversi tra i suoi film favoriti e le parole crociate che tanto amava. Da poche settimane in casa sono sola. Del tutto. il punto di approdo per soffocare le assenze offrendomi tutto il tempo che desidero per non affogare sarebbero di certo i libri. Ho il modo e il tempo – anche di più di quello che vorrei addirittura – per leggere, ma non lo faccio. Eppure i libri sono lì. Tuttavia restano ancora in disparte. Ne ho cominciato uno ma procedo lentamente, forse non è scritto bene mi dico, non mi ha conquistata. Probabile. Chissà, magari devo aspettare ancora un po’, dare spazio a questo doppio dolore che mi ha travolta, farlo uscire, concedergli il tempo giusto per tornare quella che ero. Quella che leggeva insomma.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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