Le mele dell’AISM

Ieri in giro per l’Italia c’erano i volontari dell’Aism che proponevano la vendita di sacchetti rossi contenenti un chilo di mele, il ricavato era indirizzato allo studio e al sostegno per la ricerca in favore dell’abbattimento delle barriere – alte – che impone la sclerosi multipla. Non lo avevo mai comprato questo famoso sacchetto, o meglio non io in diretta, andava Luca, o papà, quasi sempre con mamma e io me lo trovavo in casa, soddisfatta che ci fosse. Ieri mattina con Luca ci sono arrivata davanti a questo banchetto jesolano e sono stata accolta come una giovane – ma nemmeno troppo in fondo – principessa con una coroncina posata sul capo e una lacrima che spuntava giù da sotto gli occhiali. Mi sono chiesta perché, ma in gran parte lo so, corrisponde al fatal periodo che sto attraversando, Luca mi sgrida quando piango, anche ieri mi ha strappato via dal banchetto rosso che proponeva le mele, ha fatto la nostra offerta e le ha caricate in auto, insieme poi siamo andati a mangiare qualcosa raggiungendo un gruppo di amici che ci aspettava. È andata bene anche così, ma se mi scende una lacrima per questa maledetta nostalgia che provo, mescolata a puro dolore, voglio sentirmi libera di far venire giù una lacrima. Anche perchè credo di averne bisogno.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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