Zio Vincenzo, celibe, fratello più giovane di papà, è morto martedì sera, oggi pomeriggio verranno celebrati i suoi funerali. Ha vissuto fino all’ultimo giorno di vita della mamma sua, ma anche di una numerosa schiera tra fratelli e sorelle, a casa con lei, occupandosene, risolvendo le sue necessità e i bisogni, andando incontro a capricci e richieste, frivolezze come di delicate esigenze di una donna che invecchiava. Proprio ieri parlavo di lui con mia cugina Elena e di quanto lo ricorderemo come il centro della nostra famiglia, una sorta di bussola che orientava i movimenti di tutti noi, del resto era sua la casa dove ci si incontrava la domenica per salutarla certo ma, tra le righe, per aprire le porte a sorelle e fratelli, zie, zii, cugini. In questo modo lui poteva ritagliarsi uno spazio per sé stesso, uscire e salutare amici senza vincoli troppo stretti. Almeno così voglio credere. Ho ricordi molto lucidi di quelle domeniche, pranzi, serata con la pizza che arrivava da destra e manca, cugini che giravano tra risate e urla, ma anche discussioni accese quelle che non mancavano mai. Oggi l’ultimo saluto per lo zio Vincenzo. L’avevo incontrato qualche tempo fa, mamma era appena morta io e Luca siamo andati a trovarlo. Quello che si diceva con Elena è stato che con la sua perdita la nostra famiglia ha smarrito le chiavi di un vero baule di ricordi che lo zio Vincenzo ha portato via con sé. Non potrà che mancarci.
La mia famiglia
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela