Ieri ho trascorso tutto il giorno a casa, il primo senza papà e senza mamma; mi sembra un millennio il tempo che non passo più con loro due insieme, forse lo è, fatico a capire, a fare un rendiconto del vuoto che andandosene mi hanno creato attorno. Ieri ho preso le misure con il nuovo che dovrò affrontare da adesso in poi senza di loro. Ho ricevuto qualche telefonata, ho scritto, ho pure letto, ho cercato di riempire il tempo e poi mi sono ritrovata a guardarmi in giro prendendo le misure con intervalli recenti, i loro, quelli che hanno abbandonato qui, accanto a me e a Luca. C’è da colmare tanto spazio adesso, resta da capire chissà come poi. Un pomeriggio lunghissimo quello di ieri che non si snodava più, non andava avanti, la tv non mi ha sedotta nemmeno un po’, figuriamoci, la musica mica mi piace, alle 16.00 mi guardavo già in giro e mi sentivo sola. Ho pensato al 19 agosto, il giorno del compleanno di mamma, sotto il controllo dei medici sembrava quasi in forma tanto da concederle dopo settimane addirittura un pranzo ben definito e per cena una pallina di gelato che lei ha mangiato lentamente ma con evidente soddisfazione. Dieci giorni dopo se n’e andata, ho avuto il tempo per un ultimo bacio, che faticherò a buttare via e perché poi dovrei farlo.
Un ricordo doppio e caldo
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela